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Roche – A fianco del coraggio
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"Pasquetta 2005. Maccarese. Spiaggia. Mare. Sole...lavoravo al bar di uno stabilimento quando verso l'ora di pranzo mi si parò davanti lei: capelli nerissimi a caschetto, occhi marroni nascosti dietro un paio di occhiali da sole (che scoprirò in seguito che non servivano come riparo dal sole). La invitai ad uscire e dopo una cenetta a S.Lorenzo, davanti al cancello principale del Verano dove parcheggiammo le auto mi dichiarai e lì lei mi disse due cose, prima di baciarmi: ""ho un brutto carattere e...ho la sclerosi multipla... sai cos'è?'"" Non ne avevo idea. Ci baciammo e solo dopo chiesi se si guariva, se c'era una cura e la risposta fu, ahimé, lapidaria: NO! Ma nel maggio del 2007 ci sposammo e due anni dopo nacque nostro figlio. Lei oggi è allettata, con la peg per nutrirsi, il catetere per le urine e il pannolone. Totalmente dipendente dagli altri. Per 8 anni ho pensato a tutto io, dalla mattina alla sera, ma ad un certo punto sono subentrate la stanchezza ed una solitudine affettiva mostruosa che mi ha spinto alla separazione. La coppia non c'era più...ormai ero un infermiere, un badante, un assistente. Tutto, fuorché un marito. Anche mio figlio iniziava a soffrire la situazione e fu decisivo per convincermi che era ora di dire basta. Le ho dato tutto me stesso: fedeltà, onestà, amore e, nonostante tutto, sono uscito da quella storia distrutto. Vuoto. Provato fisicamente. Emotivamente. Psicologicamente. Ma ho con me il frutto di quel grande amore che fu: nostro figlio, e ora vivo per lui. Anche grazie a lei che ora vive con la madre gli ultimi scampoli di vita. La Sclerosi Multipla, a nostro avviso, si vince lasciando un segno al mondo. Il nostro è indelebile e si chiama Emanuele."