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Roche – A fianco del coraggio
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"Eppure tutto era cominciato nel più bello dei modi. Se non lo avete mai fatto è una delle cose che dovreste provare nella vita. La sopraelevata di Genova, lo sfondo del mare e dei colori che solo questa città può regalare, i finestrini dell'auto abbassati, la nostra musica in sottofondo e l'aria calda che porta con se i profumi inconfondibili della città vecchia. Tutto bellissimo, ma nulla a confronto del suo profilo, dei suoi capelli neri sconquassati dal vento, ma soprattutto della sua felicità, che si mostrava tramite il sorriso e la serenità dei bellissimi occhi di un colore indefinito, che guardavano la città passare a 60 chilometri all'ora. Temevo che la troppa aria che entrava in macchina potesse nuocerle e mi rifugiavo in questa spiegazione anche quando il fastidio all'occhio non accennava a diminuire. La convinsi a farsi accompagnare al pronto soccorso a tarda sera, eppure la prima diagnosi molto rassicurante, venne subito rigettata da lei, esperta di medicina. La faccia di un medico preoccupata risultò essere il materializzarsi dei miei incubi. L'iter lo conosciamo tutti e il tempo scandito dal magnete era per me un blocco al cuore ad ogni battito. Sono arrivato ad arrabbiarmi con lei, riversando tutta la rabbia per un'ingiustizia troppo grande da digerire. Me ne sono andato una sera da casa pieno di rancore, ottenebrato dalla mia ottusità. Sono bastate poche ore lontano da lei per capire che avevo sbagliato tutto. Qualcuno, egoisticamente, avrebbe potuto dirmi che sarebbe stata l'occasione per vivere una vita libera dai pensieri, senza la spada di Damocle di una malattia impietosa che avrebbe condizionato anche me. Per me era solo morire. Adesso siamo di nuovo insieme. Chissà, mi hai anche promesso che tornerai ad intraprendere una terapia, nel caso in cui ne trovassi una adatta. In fondo la sclerosi multipla ti inganna. Ti da piccoli segnali e, in certi periodi, è come se non ci fosse. Posso capire che sia meglio non stare male per le medicine che prendi e provare a sfidare il destino, sperando che la ricaduta non ci sia mai. Ma non ci dobbiamo fidare. Adesso stringiamoci la mano, sorridimi, andiamo avanti, ascoltando la musica di Mozart che tanto ci appassiona. Vedrai Lory, un giorno scopriremo sulle mail che ogni giorno guardiamo, che la cura sarà stata trovata e quello che è già stupendo , nonostante la malattia, diventerà magia. Tuo Paolo."