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Roche – A fianco del coraggio
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"Eccolo, eccolo, l'ho trovato! Due, pa' vieni, due!" La voce squillante di Francesca risuonava nel bosco di querce riempiendomi il cuore di gioia. Era da un po' che li avevo visti e continuavo a girare in tondo, ma non sapevo come farle trovare quei due funghi porcini senza che se ne accorgesse. In verità Francesca ha occhio sui funghi e una volta, senza aiuti, ne aveva anche trovati più di me. Andare per funghi era stato, assieme ai viaggi, l'unico momento di comunione d'interessi che avessi avuto con lei, a differenza del figlio maschio che avevo da sempre portato con me a caccia e a pesca. Mi sentivo in colpa per questo, ma non mi ero reso conto della differenza di tempo che dedicavo all'uno e all'altra. Ora sì, ma non si poteva tornare indietro. Francesca oggi ha poco più di quarant'anni, un matrimonio finito malamente e la sclerosi multipla. Cosa fosse questa malattia non lo sapevo e non l'ho saputo finchè non gliel'hanno diagnosticata. E' una malattia progressiva e, per ora, inguaribile. Si può tentare di controllarla, ma non sempre si riesce. Cosa comporta sapere di averla contratta, non lo so. So cosa significa per un padre sapere che la figlia è ammalata di S.M. Ti cambia la vita. In peggio, molto in peggio. Avevo sempre considerato Francesca un angelo mandato in terra, da un Signore che mi aveva voluto bene e aveva ascoltato le mie preghiere dopo la morte della prima figlia. Bellissima, intelligente, sensibile, creativa e chi più ne ha più ne metta. Sposata, per fortuna ancora senza figli, il marito dopo la scoperta del male non aveva retto e si erano lasciati. Non gliene faccio una colpa, c'è chi non riesce a reggere al dolore di una persona amata, anch'io faccio fatica. Confermo che ho avuto paura per come avrebbe reagito. Colpita nel fiore degli anni da un male incurabile e abbandonata dal compagno. E qui si è rivelata la natura di Angelo di mia figlia, la Sua forza, la Sua fede, la Sua tenacia nell'affrontare le difficoltà della sorte. Avanti con la professione, avanti con la speranza, avanti con la dedizione agli altri, come Lei ammalati di S.M. La vita non può più essere come prima? Bene, ci si organizza per rendere meno gravoso lo stato attuale e si può ancora andare per funghi col babbo, anche se limitatamente al boschetto fatato raggiungibile in pochi minuti, ora un po' di più, dove i folletti non ti faranno tornare a mani vuote. "