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Roche – A fianco del coraggio
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"Ho 60 anni, son quasi vecchio. Antonella ne ha 48, ci conoscemmo nel '05. Era già malata di S.M. e me lo disse subito. Aveva una vita normale, senza farmaci e privazioni. Le sole cose che la differenziavano dalla gente sana erano i controlli periodici, visite neurologiche, risonanze e la stanchezza che spesso la assaliva. Lavorava in una catena di supermercati qui in Ticino, dove abitiamo. Con entusiasmo non risparmiava energie e non badava all'orologio e se c'era da ultimare un lavoro o anticipare l'arrivo mattutino, non si tirava indietro. Aveva ottenuto un ruolo di responsabilità, la terza persona, che nell'organigramma del supermercato è la figura che viene dopo il direttore ed il vice. Era proiettata ad un miglioramento di carriera ma purtroppo, nel giro di 7/8 mesi, tutto è cambiato: cattiveria ed invidia, unite all'ignoranza e sommate alla spietata legge del profitto aziendale che non permette di soffermarsi per nulla e davanti a nulla, hanno stravolto la vita di Antonella e, di seguito, la mia. Ricordo ancora quel mezzogiorno di maggio 2014 quando, rientrata in pausa pranzo, piangendo mi disse: ""non ce la faccio più ad andare a lavorare. Sola contro tutti, mi rendono la vita un inferno"". A fatica la convinsi a ritornare a quello che sarebbe stato il suo ultimo giorno di lavoro. L'indomani fui costretto a portarla all'ospedale, perché la situazione era grave. Visite neurologiche e risonanze decretarono il peggioramento della salute con nuove lesioni a livello cerebrale ed una seria depressione. Andava curata subito per tutte e due le cose. Ma soprattutto doveva esser assistita! Soli, senza aiuti familiari e con 2 ragazzi di 14 e 12 anni, non avevo scelta, dovevo licenziarmi, anche se sapevo che difficilmente, alla mia età, sarei potuto poi rientrare nel mondo del lavoro. Nei 6 mesi successivi ho contato 133 volte in cui ho accompagnato Antonella: medici, ospedale, psichiatra, fisioterapia; e poi il supermercato, la casa da pulire e gestire, i ragazzi e la scuola. Dopo 4 anni, la depressione di Antonella è quasi sparita ed i farmaci tamponano la S.M. Io non ho più potuto riprendere il mio lavoro. Mi sono sempre occupato di vendite, sono stato anche direttore vendite Italia, ma ho 60 anni, sono quasi vecchio e so che spazio per me non ce n'è più. Ho trovato un lavoretto, metto pubblicità nelle buche delle lettere, a volte sono triste, ma in fondo va bene così..."